Sputatu

ETIMOLOGIA SICILIANA DELLA PAROLA "SUPUTATU"
Di Alphonse Doria

“Sputatu” a significare "SIMILE"

Per dire che una persona è simile al nonno oppure allo zio, o altro parente si dice: st’addevu è sputatu a so nannu (questo bambino è molto somigliante a suo nonno). Quale legame vi può essere mai tra il verbo sputari (sputare) chiaro a tutti e il significato che assume di somigliare? Per scoprirlo dobbiamo prima sapere cosa è il ntoro. Il ntoro è lo spirito familiare che si tramanda con la discendenza maschile. Il ntoro sta a significare anche il carattere, la personalità, la salute, il successo. In siciliano il ntoro si può tradurre pure con semenza. Elemento che viene collegato anche alla saliva. A questo proposito abbiamo appuntata una esperienza di una cerimonia simile al battesimo nel libro ASHANTI del Capitano R. S. Rattray a pagina 53: “Giunti al momento di imporgli il nome, nell’ottavo giorno, in casa dell’avo, e questi sputa nella bocca del nipotino. Tutto ciò ha lo scopo di fortificare lo spirito già presente, e che già il ntoro personale del bambino, trasmessogli dal figlio del nonno.” Gli Ashanti sono un popolo antico africano localizzato nella regione del Ghana. Ma ritorniamo nella nostra Sicilia, dove ancora oggi i cacciatori nell’allevare sia i propri cani che i furetti sputano nella mano e la fanno leccare alle bestie per trasmettere, loro dicono, la fedeltà e l’affetto, in un certo qual senso il proprio ntoro. Questo battesimo fa pensare molto al detto popolare di li parrini si ci piglianu i vini (dei padrini si prende il carattere, lo spirito, il ntori) Considerando che i vini sono dove passa il sangue; e il sangue in epoca antica è lo spirito. Bibiliografia: L’ANIMA PRIMITIVA di Lucine Lèvy Bruhl edizione Bollati Boringhieri. Ristampa settembre 1992.

Fonte: VOCABOLARIO SICILIANO-ITALIANO Antonino Traina edizione Reprint s.a.s. dicembre 1991.

Alphonsedoria

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