Zannaria

ETIMOLOGIA SICILIANA DELLA PAROLA "ZANNARIA"
Di Alphonse Doria

Zannaria è una azione poco qualificante che opera una o più persone, tanto ridicola da far ridere gli altri. Appunto questa parola è sicuramente nata in Sicilia tra il 1550 e il 1600, proprio in questo periodo incominciarono le prime compagnie di attori mestieranti, corporazioni, associazioni professionali. Che Goldoni in un secondo tempo chiamò Commedia dell’arte, (arte sta per mestiere) intendendola di attori professionisti che recitavano in maschera. Ma prima ancora veniva detta “Commedia degli Zanni”. In quanto non erano le maschere che venivano considerate ma le parti. E gli Zanni erano gli attori che avevano la parte di servitori. Mentre nella Commedia dell’arte gli Zanni erano Arlecchino, il servo sciocco, Brighella il servo scaltro; nella Commedia degli Zanni, Zanni (Giovanni) è un facchino bergamasco, con il suo ambio vestito bianco, lo stesso che indossa Pulcinella a Napoli. Le commedie erano strutturate con dei canovacci e poi gli attori recitavano a braccio improvvisando nell’abito della propria parte, adeguando le proprie battute a quelle del partner sulla base di una semplice traccia narrativa. Mentre lo spettacolo ha delle zone di poco vivacità nei duetti amorosi, si infervora con i lazzi degli Zanni, creando momenti di grande ilarità con le loro marachelle, per meglio dire in siciliano: zannarii. Gli artisti che arrivavano con i loro carri erano gli zanni. Zannu si dice a persona poco seria, con vita poco regolata.

Alphonsedoria

Nessun commento:

Posta un commento