Due tette al cimitero


Ieri sera (23/07/07) su “Italia uno” il programma Lucignolo ha trasmesso un reportage sul servizio fotografico realizzato dalla trasbordante Melita (il cognome non importa), giovane corpo in vetrina già perlustrato nell’ultima edizione del Grande Fratello.

La bella figliola, spigliata e ammiccante se la spassava scambiando quattro battute, tra i maschi siculi posteggiati ai bar o in piena attività lavorativa, o tra la gente “comune” attratta dalla bella e disinvolta figura femminile. Sino a lì lo spettacolo erotic-soft mi allettava ma quando sono cominciate a seguire le immagini relative alle location prescelte per gli scatti “artistici” (si dice così), un moto di indignazione si è sostituito all’erezione: quella femmina svestita con un lungo strascico rosso mostrava le sue grazie senza alcun pudore tra una delle opere d’arte ambientale più significative della Valle del Belice ovvero Il Grande Cretto di Alberto Burri. Ora per chi non lo sapesse, il Cretto è stato realizzato da e su i ruderi di Gibellina vecchia, distrutta dal terremoto del 1968. Un luogo di memoria e di tragedia, di morte e disperazione meriterebbe rispetto e riverenza non di certo culi e tette al vento. Non è mio intento essere bigotto ma a parer mio (enfatizzando) è stato come vedere una scena porno girata in un cimitero.
Mi rammarica il fatto che su dodici fogli di un improbabile calendario appeso al muro di chissà chi, ci sarà poppa-melita tra il mare, i cavalli, il tavolo da biliardo (poteva esser scattata ovunque quella foto non solo in Sicilia) e il camposanto.
Ma chi ha dato le autorizzazioni per fare proprio lì quelle foto? Fa forse parte della campagna promozionale del territorio di Gibellina e dintorni? Comunque, ripensandoci bene, se capitasse … alla mia tomba non portate fiori ma figa!!!

Pippazzu