Etimologia della parola "Minchia"

Una parola conosciuta sia come intercalare di esclamazione, di apprezzamento che di disprezzo. Ecco una ricerca delle origini.

MIN: In epoca antica nel Mediterraneo, continente fatto di mare e non di terra, molti popoli alle sue sponte adoravano la divinità della fertilità adoravano in diverse forme e fattezze. In Egitto tale divinità era raffigurato come un uomo con il fallo eretto, e con una frusta nella mano destra. Indossava una corona sormontata da due alte piume, con una decorazione che scende sulle spalle. Si chiamava MIN, dio della fertilità, della pioggia e dei raccolti. Min era venerato alla festa del raccolto, quando il re offriva il primo covone, portato in processione anche quando scarseggiava la pioggia per implorare il suo aiuto divino. Durante gli ultimi periodi, gli egiziani lo identificarono con Ammone-Rà ed i greci con Pan.

KA: Il Ka per l'antico Egitto rappresentava lo spirito, la personalità astratta di un uomo. Il Ka poteva muoversi liberamente e unirsi o staccarsi dal corpo a piacimento. La conservazione del Ka di un morto era necessaria se il corpo doveva diventare eterno. Al Ka si presentavano funerarie di carne dolce, vino, unguenti. Il clero comprendeva un gruppo denominati "sacerdoti del Ka".

MIN-KA: In Sicilia per esultare che lo spirito del grande dio Min fosse presente si gridava in processione MIN-Ka declamando per la pioggia o per la fertilità e quando il pene era eretto in quel pene vi era presente sicuramente lo spirito del dio della fertilità: MIN-Ka. Da Min-ka a MINCHIA il passo è breve ed è anche per questo che il piccolo pene di un fanciullo non viene mai appellato con minchia ma con tanti altri nomignoli come: pinna, meccu, cicia, ciolla eccetera.

L'ETIMOLOGIA UFFICIALE: Dà un origine più recente e precisamente da latino "mentula" (membro virile), da un più antico "mntom". MENTULA, secondo altri, da mingere che significa orinare, che la participio passato ha mictus, minctus. Altri ancora sostengono da una radice MAT che significa scuotere, menare, da cui il sancr. mathami (io scuoto), MANTHA (la mazza per scuotere per agitare il latte e fare il burro) da cui MANTHIN che significa pene. Mi permetto di smentire dando un valore religioso animista come è tutta pervasa la nostra cultura siciliana e di conseguenza la nostra lingua.Minchia è una parola che ha avuto una fortuna internazionale, sia come intercalare di esclamazione di apprezzamento che di disprezzo, usata e abusata nel piccolo e grande schermo. Alcuni derivati sono: minchiati (sciocchezze), amminchiari (fissarsi a ripetere un gesto o una parola o un discorso), minchiuni (sciocco)Chiudiamo con i seguenti detti: "Beni sta minchia e a banna ca sona" (guirgintanu), tradotto "bene questa minchia e la banda che suona" è un espressione ironica quando succede qualcosa di imprevisto come un incidente o un danno per significare che c'è poco di essere felici e fare festa come quando la banda musicale suona per la festa di paese; Ni finì a minchia comu a zzà Mummendda, nè minchia nè grana (siculianesi), tradotto "ci è finita male come alla zia Mummedda: né la minchia né i soldi", si usa quando si cerca di migliore facendo un investimento e invece si peggiora. Questo proviene da un fatto realmente successo a Siculiana quando il marito della zia Mummedda emigrò in America per fare fortuna ma non si fece più sentire, perciò non avendo più il marito ne i soldi quando la gente le chiedeva come andava la zia Mummedda rispondeva: "Né minchia e né grana!"Concludendo, ricordiamoci che quando pronunziamo la parola minchia non facciamo altro che esultare la presenza dello spirito del dio MIN!

di Alphonse Doria.